Sopralluogo della giunta comunale di Perugia, nella giornata di ieri, al cantiere PINQuA dell’area ex Palazzetti di Ponte San Giovanni, insieme al presidente Santi e al direttore Napoletano di Ater Umbria, per fare il punto sullo stato di avanzamento di uno degli interventi di rigenerazione urbana più rilevanti per la città. Presente anche il responsabile dei programmi Pinqua del Comune, Franco Marini.
Era il 21 marzo 2024 quando sono iniziate le demolizioni per la riqualificazione dell’area ex Palazzetti, la valorizzazione delle aree archeologiche dei Volumni e del Palazzone, la realizzazione di un impianto fotovoltaico nel vicino parcheggio Conad. Un progetto complesso, finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare” (PINQuA). L’ente locale, nel promuovere il recupero dell’ex Palazzetti, ha proposto ad Ater di essere parte attiva nella operazione in qualità di soggetto attuatore.
L’intervento, che coinvolge quattro edifici e le relative aree di pertinenza, punta a trasformare un’area in stato di abbandono da anni in un nuovo polo urbano sostenibile, fondato sui principi della qualità dell’abitare, della sostenibilità ambientale, economica e sociale.
Rispetto al progetto originario – che prevedeva circa 250 unità tra abitazioni e attività – si è scelto di ridurre drasticamente le volumetrie e il consumo di suolo. Oggi il nuovo complesso prevede 41 appartamenti ad alta qualità abitativa (34 alloggi più 6 in copertura e un modulo per spazi comuni), edilizia residenziale sociale a canone concordato, sette spazi commerciali, un asilo nido da 35-40 posti, un laboratorio didattico collegato al Parco archeologico dei Volumni, un “parco della musica” con spazi per l’associazionismo e oltre 5mila metri quadrati di piazza pubblica, mille metri quadrati di autorimesse interrate e più di 200 posti auto complessivi.
Particolare attenzione è stata riservata alla sostenibilità: edifici ad altissima efficienza energetica, sistemi di climatizzazione avanzati con recupero di calore, riscaldamento a pavimento per l’asilo, ampie logge vivibili per ogni appartamento, incremento significativo delle superfici verdi (oltre il 26% dell’area) e realizzazione di spazi aperti di relazione.
A livello nazionale, i dati di ottobre indicavano un avanzamento medio del 25% per i progetti PINQuA; il cantiere di Ponte San Giovanni ha raggiunto l’85%, con un anticipo significativo rispetto alla media. La conclusione dei lavori per i 41 alloggi e l’asilo è prevista entro marzo, mentre l’edificio destinato alla socialità sarà completato entro giugno. L’obiettivo è pubblicare il bando per gli alloggi a canone concordato entro metà marzo, per consentire l’assegnazione delle chiavi entro maggio.
Il progetto, nato dal decreto interministeriale del 2021, si fonda su cinque pilastri: riqualificazione, rifunzionalizzazione, accessibilità, qualità ambientale e inclusione sociale – da cui il nome “PSG5”.
Particolarmente simbolica la scelta di collocare sulla sommità dell’edificio che si affaccia sulla superstrada le lettere dell’alfabeto etrusco: un richiamo all’Ipogeo dei Volumni e al patrimonio storico della città, in sostituzione della scritta che per anni ha rappresentato un’immagine di degrado all’ingresso di Perugia.
Un nuovo volto per Ponte San Giovanni, dunque, che unisce innovazione, memoria e qualità della vita, con termine complessivo dei lavori previsto nel 2026 per le ultime opere di completamento.
(fonte: Comune di Perugia)



